Presentazione laboratori teatrali martedì 27 settembre

Martedì 27 settembre alle ore 21 presso il Teatro Comunale di Fontanellato saranno presentati i nuovi laboratori teatrali inseriti nella nuova stagione.

Al via ad ottobre i laboratori teatrali

Tre laboratori teatrali inizieranno ad ottobre 2016:

laboratorio di base

laboratorio avanzato

laboratorio under 26

Vai alla pagina laboratori per saperne di più

POZZI E MADONNE (racconti di storie vere, o quasi)

A INIZIO APRILE...

Ultime repliche della nuova produzione targata Progetti&Teatro

Spettacolo ideato, scritto e diretto da

Carlo Ferrari e Franca Tragni

 

GIUSEPPE 3

di e con Carlo Ferrari e Franca Tragni

venerdì 1, sabato 2 e domenica 3 aprile ore 21

Teatro Comunale di Fontanellato

Info e prenotazioni 

teatrofontanellato@gmail.com 

cell. 3274089399

mercoledì 10 agosto 2016

ORE 24.00

alla notte del 

GRANDE FIUME

Zibello località La baracca

ingresso libero

 

 

 

Un uomo senza nome, oppure con un nome di fantasia, Savini, seduto, racconta. Narra le storie che la gente della pianura gli ha raccontato durante il suo viaggio. Un viaggio nella direzione della linea pedemontana che attraversa tutte le città. Personaggi strani e voci lontane vengono evocate in un’ atmosfera dove l’umidità penetra dentro le ossa e ti fa andare in tilt il cervello. Un viaggio dove i giorni trascorsi sono stati talmente densi e imperscrutabili che difficilmente si distinguono i giorni dalle notti e i sogni dalle insonnie passate. Sembra tutto surreale nel mondo di quest’uomo che chiamano Savini, oppure Roteglia, eppure le madonne compaiono veramente e l’ubiquità è solo un’illusione…

 

Lo spettacolo è tratto da Il poema dei lunatici di Ermanno Cavazzoni (1987), dal quale Federico Fellini ha tratto il suo ultimo film La voce della luna

Recensione

Carlo Ferrari è riuscito meravigliosamente, costruendo un personaggio pieno, vero-creatura senza età ma che ha vissuto a lungo, che cerca di ricordare e intreccia più eventi, reali e fantastici, la mente che si allontana e lo lascia sorpreso, la sua stessa identità vaga, incerto anche il nome… Il pubblico ride e sorride durante la narrazione, ma sempre con una speciale tenerezza, solidarietà, come se stesse ascoltando davvero un uomo che si sforza di mettere ordine a qualcosa che sfugge… visioni mitiche, oniriche, come sfondo la pianura padana sulla cui terra paiono manifestarsi strane apparizioni, dai pozzi, tra gli alberi…Bravissimo Carlo Ferrari che, in questo ruolo di emarginato si trova a tratti a guardare con sguardo perso, smarrito, a balbettare appena, quasi per darsi una spinta… Elementi di cultura popolare, passaggi surreali, si vanno amalgamando a raffinatezze letterarie, sottili ironie, così anche per le madonne che possono svelarsi tra i campi, in mezzo ai rami, tra le rocce e sui campanili…

 

(dalla recensione di Valeria Ottolenghi per Gazzetta di Parma)